Buckfast? What's Buckfast? Parte I

Sempre più spesso si sente parlare di queste api. Magnificate da alcuni, più spesso demonizzate. Ree di "inquinare" geneticamente gli italici areali, rovinando così il lavoro dei selezionatori e allevatori di ligustica.  Se sia vero o meno non interessa in questa sede, quel che è certo è che di queste api si conosce ben poco. Nessuno sa quali siano i criteri discretivi per stabilire se una ape sia o meno sussumibile all'interno della categoria denominata "Buckfast" . Tutti, o quasi, sono però concordi nell'attribuire caratteri particolari a queste api, nel bene , ma soprattutto, nel male .

 

Le maggiori critiche riguardano la cd "instabilità" di queste api ( A) . Questa problematica si manifesterebbe con due effetti principali: 1) una improvvisa quanto drammatica perdita di "performances" delle regine di seconda generazione ( il che ha fatto addirittura  supporre una specie di complotto degli allevatori di buckfast, alle volte chiamati "propagatori", per rendere dipendenti da loro gli apicoltori. Come fa lo spacciatore davanti alle scuole, una volta convinto l'apicoltore ad uitlizzare l'ibrido di Buckfast e quindi deteriorato l'areale a livello genetico, lo si è incatenato e reso dipendente. Questi dovrà sempre e comunque acquistare regine . Perchè quelle che eventualmente potrebbe produrre da solo a questo punto sarebbero di scarsissimo valore ) . 

2) una "instabilità" a livello di popolazione chiusa, che costringerebbe lo stesso selezionatore buckfast a " rinsanguare" a razza pura ( spesso e volentieri Ligustica ) le proprie linee ibride . Una sorta di "Frankenstein Apistico", collage di razze, che , per poter sopravvivere, si nutre di sangue puro . Quello stesso sangue che , con la sua espansione, distrugge . Un mostro insomma . 

 

Ulteriore, seppur in qualche modo collegata alle precedenti, critica che viene mossa alla Buckfast è quella di limitarsi a sfruttare la cd "eterosi " ( o lussurregiamento degli ibridi (B) . Per la definizione vedasi http://www.treccani.it/enciclopedia/eterosi/ ) . In altre parole , i selezionatori buckfast in realtà non selezionerebbero alcunché, limitandosi semplicemente a "mescolare ", secondo ricette segrete tramandate ( suppongo ) , razze pure . I risultati sarebbero garantiti ( ma solo in f1 ) dalla estrema vitalità di queste api . 

Una altra critica che spesso viene rivolta a questo tipo di api è l'incapacità di riuscire a fare scorte nel nido, Essendo una selezione essenzialmente mirata alla produzione di miele ( almeno secondo quelle che sono le tesi maggiormente conosciute)  si ritiene sia stata portata la capacità di cova alla sua massima espressione . Quindi regine esprimenti colonie con camere di covata molto estese e grande capacità di spostare tutta la produzione nel melario . Compromettendo, in stagioni anomale o in caso di mancanza di fioriture, le possibilità di sopravvivenza della colonia e costringendo l'apicoltore a nutrizioni d'emergenza. 

 

A risposta di queste tesi ed in via assolutamente preliminare, si veda la foto a lato. Linea "Buckfast" nella sua massima espressione di cova. Come si può ben vedere le scorte sono ancora abbondanti, pur essendo la foto stata scattata in primavera, quando la capacità di spinta delle colonie è massima . 

Le tesi di molti estimatori della Buckfast invero sono molto più semplici da enunciare . Sono api che fanno tutto e van bene per tutto . Come accade per quasi tutte le tipologie di api invero. Mansuete ma guerriere con chi serve, molto produttive ( non rari i sei melari a fioritura), tendenzialmente propense a portare a melario tutto il nettare ma parsimoniose quando serve, resistenti alle malattie e pochissimo inclini a sciamare . Per non parlare della loro inusitata resistenza alla varroa o, meglio, del loro  VSH. 

 

Ora al di là di quanto bene si possa comportare una linea di api , credo sia abbastanza pacifico che nessuna tipologia di ape possa fare quanto scritto sopra. Per cui , quando leggo di queste descrizioni ( che si ritrovano anche nelle razze pure a dire la verità ) non riesco a capire fin dove arrivi il cd. "dolus bonus" , dove la reale convinzione e dove il mero desiderio di concludere contratti di vendita . 

 

Altra peculiarità delle buckfast è quella di avere ( nelle linee madri ed anche in alcune tipologie di api da miele ) una sorta di certificazione . In altre parole il venditore " ci mette la faccia" e dichiara l'accoppiamento avvenuto . In alcuni casi e mi riferisco agli allevatori aderenti alla nota associazione che li riunisce , è possibile reperire on line perfino il pedigree ( con ascendenti fino , mi pare, alla sesta generazione) . 

In definitiva , angeli o demoni , a seconda delle convinzioni ( o forse ed in alcuni casi, delle convenienze ) ma con gravi e grandi difficoltà di individuazione . E' una ape ottima o pessima ma non so come fare a capire se è lei o meno, salvo attestato . Però la critico o la lodo . Molto spesso semplicemente la odio.

Questi , in linea di massima, i più popolari argomenti contra o a favore delle buckfast. Nella seconda parte esporrò i miei convincimenti a riguardo di queste api, confutando o approfondendo i punti sopra esposti .